Il territorio pugliese conserva numerosi luoghi segreti che
testimoniano l’antica presenza dell’uomo in queste terre. La Puglia fu
infatti abitata fin dalla più remota antichità e le tracce di questi
insediamenti sono arrivati fino a noi, regalandoci un patrimonio archeologico di inestimabile valore.
Fin dalla preistoria nell’altopiano delle Murge sud-orientali si sono insediati villaggi a carattere protourbano, costituendo una fitta rete di abitati ubicati sia lungo la costa che nelle parti più interne. Il popolamento di queste aree è documentato anche in età del bronzo e fino al periodo contemporaneo e molti dei reperti ritrovati sono ora conservati nel
Museo di Civiltà preclassiche della Murgia meridionale di Ostuni.
Nelle vicinanze del
Santuario della Madonna d'Ibernia a
Cisternino sono stati portati alla luce sepolcri, capitelli ed oggetti in ceramica risalenti al periodo romano e medievale che consentono di ipotizzare che in questi luoghi un tempo ci fosse un antico insediamento.
Tra
Ostuni e
Fasano è possibile osservare un antico monumento funebre preistorico, il
dolmen di Montalbano, una costruzione trilitica alta 1,7 metri e composta da due lastroni verticali che ne sorreggono uno orizzontale di copertura. Questo megalite si trova immerso in un uliveto e risale all’età del Bronzo. Sempre a
Fasano si può osservare l’
area archeologica di Egnazia, uno dei siti archeologici più interessanti della Puglia, dove sono stati rinvenuti resti di mura e necropoli messapiche (sec IV-II) e le vestigia romane dell’antica Gnathia, come anche il Tempietto di Seppannibale, un piccolo edificio religioso di età altomedievale.
Lungo la
costa ostunese è stata anche scoperta una cavità carsica di notevole valore storico perché integra e ricca di reperti. Si tratta della
Grotta di Sant’Angelo, dove sono stati ritrovati resti di micro mammiferi e di un focolare circondato da pietre e da cereali carbonizzati. Un’altra cavità di interesse è rappresentata dalla
Grotta di Agnano, a circa due chilometri da Ostuni, che è stata sede per circa 25.000 anni di riti e culti dedicati ad un’immagine femminile. Al suo interno sono conservate testimonianze che vanno dal Paleolitico sino al Medioevo: un focolare neolitico, elementi funerari dell’Età del Bronzo, mentre al di sopra della scarpata su cui si trova la grotta è visibile un grande insediamento dell’età dei metalli.
Un po’ più a sud, nella zona di
San Vito dei Normanni, più precisamente in contrada Castello d’Alceste, sono state ritrovate tracce di costruzioni risalenti all’età del ferro e di un
insediamento messapico risalente al periodo tra il VII e IV secolo a.C.. Sempre in zona si trova il
Limitone dei Greci, i resti di un muro megalitico lungo circa 2 chilometri che nel VIII segnava il limite tra i domini bizantini a sud e quelli longobardi a nord.
Il
territorio martinese, invece, conserva un importante
patrimonio speleo-archeologico composto da un centinaio di cavità, molte delle quali purtroppo sono state saccheggiate o danneggiate. Tra queste ricordiamo: la
Grotta di Nove Casedde, nella quale sono state rinvenute tracce di popolazioni dal Eneolitico al Medioevo, la
Grotta di Pilano, che conserva un deposito archeologico risalente al Paleolitico Superiore, la
Grotta di Monte Fellone, di notevole interesse preistorico per il suo utilizzo nel Neolitico e la
Grotta S. Angelo, ricca di incisioni raffiguranti croci bizantine, latine e medievali. A sud di Martina Franca, a Villa Castelli, è possibile ammirare il
sito archeologico di Pezza Petrosa costituito da resti di un phrourion, avamposto militare dell’antica Grecia, come anche una necropoli messapica e dorica.
Risalendo a nord, tra i territori di Sammichele di Bari, Gioia del Colle e Turi, nell’altura di
Monte Sannace, si trova il sito omonimo, primaria zona archeologica al centro delle Murge, che conserva l’
acropoli di “Thuriae”, una delle maggiori città dell’antica Peucezia. Molti reperti sono ora conservati presso il
Museo Archeologico Nazionale di Gioia del Colle.
Un altro
museo archeologico di grande interesse è quello di
Altamura, contenente molti reperti relativi al popolamento delle Murge. Sempre ad Altamura, nella grotta della Limalunga, è perfettamente conservato lo scheletro di un uomo risalente Pleistocene, l’
Uomo di Altamura. Quest'area è diventata zona archeologica di importanza mondiale con la scoperta, unica nel suo genero, dello scheletro dell'ominide.
Concludiamo questa breve carrellata dei principali siti archeologici segnalando la
cripta romanica di Monopoli, una zona di scavo e luogo espositivo di particolare interesse.