Innovazione, ricerca e sviluppo del territorio basato sull’economia della conoscenza. Questi gli obiettivi dei distretti tecnologici che nell’area murgiana, e più in particolare in Puglia, si sono sviluppati nel 2005, in seguito alla sottoscrizione di uno specifico Accordo di Programma Quadro tra la Regione Puglia e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR).
Sono ben 4 i distretti teconologici che si sono venuti a creare: biotecnologico, meccatronico, high-tech e il recente distretto energetico. Inoltre, nel 2009 Confindustria Puglia e l'Università degli Studi di Bari - Facoltà di Farmacia si sono fatti promotori della costituzione di un distretto tecnologico del Farmaco e dei Prodotti per la salute. Tutte queste aggregazioni territoriali sono in grado di favorire la crescita industriale della regione in quanto tendono ad accelerare la collaborazione tecnico-scientifica tra imprese e attori pubblici.
Il polo Biotecnologico pugliese opera in differenti settori, tutti incentrati sul miglioramento della “qualità della vita”: sanità (sviluppo di materiali biocompatibili, vaccini, anticorpi, tecnologie per la strumentazione medica ecc), agroalimentare (sviluppo di tecniche produttive ecocompatibili e a ridotto fabbisogno idrico, sensoristica per monitoraggio della qualità e conservazione degli alimenti ecc) ed ambientale (oggetto di ricerca sono la gestione dei rifiuti, la qualità dell’aria, le risorse energetiche ecc).
Il polo meccatronico si occupa dello sviluppo di tecnologie trasversali ai sistemi di produzione (automazione, robotica, controlli, metrologia) e tecnologie settoriali (industria meccanica, auto motive, industria per la lavorazione del legno, industria elettronica).
Il polo high-tech si occupa di sviluppare tecnologie per diversi settori: il settore dei materiali e dispositivi (applicazioni aerospaziali, militari e automotive, filtri acustici e dispositivi per telefonia mobile, reti, protocolli e sistemi wireless ecc), della tecno illuminazione (sviluppo di led organici molecolari, vetri elettroluminescente, ottiche di diffrazione per sistemi architettonici di illuminazione ecc) e per il settore della Bionanotecnologie e diagnostica (dispositivi per elettronica molecolare a base di DNA, proteine e molecole organiche per applicazioni alla computazione e sensoristica ecc)
Infine, il recente polo energetico si pone l’obiettivo di aumentare l’eccellenza nel settore per non comprare più tecnologia all’estero. La Puglia si è già forgiata come regione leader nella produzione di “energie buone” con la sua prima posizione per l’energia eolica, terza per il fotovoltaico e quarta per le biomasse ed ora con la nascita di questo nuovo distretto l’utilizzo delle energie rinnovabili sarà sempre maggiore. La riconversione alle energie pulite, oltre ad essere salutare per l’ambiente, consente di creare nuovi posti di lavoro.